Riciclare

La carta è un bene e come tale, anche dopo l’uso, è opportuno che invece di intasare le discariche venga riutilizzata. Questo compito spetta alle cartiere.
Una domanda che spesso ci sentiamo rivolgere è: “La vostra azienda ricicla?”. Come se fosse possibile fare l’attività di riciclatori di carta semplicemente togliendo di mezzo la carta usata, facendola sparire con una qualche bacchetta magica.
Evidentemente non è così. La carta può essere “tolta di mezzo” solamente trovando impiego per essere riutilizzata nella produzione di altra carta, ma questa possibilità non dipende dalla volontà dell’imprenditore cartario ma da ognuno di noi.
E’ quindi il caso di rivolgere la domanda a sé stessi “TU RICICLI?”
Per essere più chiari, e partendo dal famoso principio di Lavoisier secondo cui “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma”, le aziende cartarie vorrebbero poter fare miracoli producendo prodotti migliori con materie prime povere, ma nella realtà si devono accontentare di fruire delle più recenti tecnologie e soprattutto sperare di trovare un mercato fatto di persone con la coscienza civica che gli permetta di non voler consumare necessariamente le carte prodotte da sola cellulosa.
Nel 1860 quando i nostri antenati cominciarono a dedicarsi alla produzione di carta, la sola materia prima erano gli stracci e il prodotto finito “carta da scrivere”era costituito solo da documenti, per usi notarili e di legge. Solamente verso gli inizi del 1.900 si scoprì la possibilità di usare la cellulosa, e da allora i suoi consumi sono cresciuti in maniera vertiginosa, legati soprattutto agli utilizzi della civilizzazione.
La carta igienica iniziò il suo ciclo solo 60 anni fa, e a seguire cominciarono a diffondersi carte per giornali, libri, da imballo, e da qualche decennio anche le carte monouso, rotoli asciugatutto per la casa e il lavoro.
Negli ultimi 2-3 anni essendo aumentato a dismisura il costo della cellulosa (più del 50%), si è sentita la necessità di diminuirne i consumi, e l’Italia, essendo un Paese povero di risorse forestali, è costretta ad importarne il 95% del suo fabbisogno a discapito della nostra già disastrata bilancia dei pagamenti.
Il problema della carta, inteso come materiale di scarto da poter essere riutilizzato, deve essere inquadrato in una semplice equazione:
consumo materia prima = produzione e vendita del prodotto finito; ben inserendo l’equazione nell’ottica della richiesta di mercato.
Da tenere presente inoltre che l’igienicità di essa non dipende dal grado di bianco o dalla presenza di microscopici puntini appena visibili ad occhio nudo, ma dal fatto che la carta “riciclata” viene ritrasformata nella sua condizione originaria in fibra, diluita al 99% e sottoposta a sterilizzazione con temperature superiori ai 250° C, facendo rinascere a nuova vita un prodotto perfettamente igienico e sterilizzato, resistente poco meno di quello che lo ha generato.
E’ bene che ognuno faccia la sua parte, la nostra azienda ha deciso di fare il primo passo, migliorando la qualità delle carte riciclate e, contemporaneamente, abbassando i prezzi per incoraggiarne la vendita; dai consumatori attendiamo con fiducia un riscontro che ci incoraggi a proseguire.