Storia

LA CARTIERA IMPERATO NASCE  AD AMALFI INTORNO AL 1858, una solida costruzione arroccata nella stretta Valle dei Mulini, della quale ancora oggi restano i ruderi e le antiche macchine ormai invasi dalla macchia mediterranea. Intorno a quegli anni la Cartiera Giovanni Imperato produce grandi quantità di carta “briglia”, una speciale carta destinata ad usi notarili, atti pubblici, editti e comunicazioni ufficiali. La carta di Amalfi infatti era molto ricercata e pregiata e, ancora adesso, scartabellando negli archivi italiani molto spesso si trovano atti ecclesiastici o di famiglie nobili rogati su carte recanti le filigrane delle cartiere amalfitane. Per la fabbricazione della “briglia” erano necessarie grandi quantità di stracci che la famiglia Imperato acquista a interi velieri a Palermo e proprio in Sicilia trova il suo più fiorente ed interessante mercato. In quegli anni Amalfi e Palermo erano entrambi parte del Regno delle Due Sicilie e l’assenza di dazi doganali e dunque di problemi di esportazione avevano facilitato questo tipo di espansione. Il veliero partiva carico di prodotto finito alla volta di Palermo e rientrava con la materia prima necessaria a produrne nuove, ingenti quantità.

Gli Imperato continuano a produrre ad Amalfi fino al 1950, installando già nel 1946 il loro primo monolucido, miracolosamente e faticosamente trasportato a braccia su per la valle lungo le erte scalette in pietra. A quella data però le tecnologie e le richieste del mercato avevano da tempo messo in crisi l’intera valle dei Mulini: è a quel punto che Francesco Imperato padre dell’attuale generazione di imprenditori lascia Amalfi e da vita ad un curioso caso di “emigrazione verso sud”. Francesco infatti con tutta la famiglia si trasferisce a Palermo dove già aveva strettissimi, proficui e consolidati rapporti commerciali. Installa una nuova cartiera in Via Roma a poche centinaia di metri dal mare e dal tristemente noto carcere dell’Ucciardone. Negli anni Cinquanta infatti quella era una zona periferica, ma in breve tempo complice il forte sviluppo edilizio della città, la Cartiera Imperato si ritrovò collocata nel pieno centro di Palermo.

Nel 1960 Francesco Imperato compra un altro fondo, dotato anche di un pozzo proprio e trasferisce la sua attività nell’allora periferica zona del quartiere Guadagna, sempre a Palermo. Nel 1975 gli Imperato sostituiscono la vecchia continua con una nuova, prodotta dalla Over, sulla quale verranno poi realizzati due successi rebuiding uno dalla Recard l’altro dalla de Lulli di Cava dei Tirreni.

UN GRANDE MOMENTO DI ESPANSIONE ARRIVA PROPRIO NEGLI ANNI ’70: la diffusione massiccia degli elettrodomestici aumenta in modo esponenziale la richiesta di carte “per ondulatori” e i fratelli Imperato rispondono immediatamente e con un prodotto di qualità a questa nuova domanda del mercato.

Oggi il business della Cartiera Imperato è concentrato nel settore della produzione di bobine madri in tissue, carte lisce, carte crespate di ogni tipo, rotoli industriali e lenzuolini medici con una produzione annua che si aggira intorno alle 5.000 tonnellate.

CI LASCIA SORPRESI E AMMIRATI LA FLESSIBILITÀ CON CUI LA CARTIERA IMPERATO È RIUSCITA E RIESCE AD ADEGUARSI AL MERCATO, ai tempi e alle congiunture economiche: con la loro linea continua, sapientemente guidata da mani esperte, può fornire carta tissue e molti altri tipi di carte diverse (lisce, scure, crespate) sia in pura cellulosa che in misto cellulosa o perfino in riciclato al 100%. Tutto questo realizzato cambiando produzione sulla linea in poco meno di mezzora e passando da una carta all’altra con una velocità formidabile. La stessa flessibilità gli Imperato la dimostrano anche nel settore commerciale: forniscono infatti bobine madri ma anche prodotti finiti movimentando continuamente il loro magazzino, sempre rapido nel rispondere alle richieste dei clienti sia per qualità che per quantità di prodotto.

Grazie alla loro tecnologia e qualità una buona parte del loro fatturato proviene anche dal mercato estero, esportano infatti in Spagna, Israele, Grecia .